Ed ora che sto morendo…

Mi hai accecato
con le tue luci di fuoco
Mi hai riempito
la bocca di fango
Mi hai confuso
con le tue false conquiste
Mi hai donato
solo polvere e cenere
Ed ora
che sto morendo
mi porgi
un calice colmo d’aceto

Il mare

Guardo il mare
Immobile, grigio, uguale.
Le onde rincorrono le onde
si accavallano le une sulle altre.
Guardo estasiata il mare.
Non onde ora
immobile, pacato
non un alito di vento.
Rosso si tinge al tramonto..
le onde leggere si allungano sulla sabbia.
Non onde, non vele
solo un immenso mare di sangue.
Mare
come ti formasti?
Forse dal pianto degli uomini
quando al mattino sei freddo
come una lastra di marmo.
O dal sangue dei martiri
rosso al tramonto.
Ti so solo guardare.
Sentire strane sensazioni.
Pensieri.
Solo indugiare nel guardarti
mentre nubi nere e pesanti
disturbano la quiete del tuo cielo
mosse dal vento che mi accarezza
portandomi il tuo sapore pungente e salmastro.
Mare di ghiaccio immobile e pacato.

Negli occhi dei bambini

Negli occhi
dei nostri bambini
il riflesso scintillante
delle luci colorate
di un albero di Natale.
Negli occhi
dei figli della guerra
il cupo riflesso
dei traccianti di una mitragliatrice.

Solitudine

Faccio quello che mi pare.
Non c’è nessuno che mi può dire niente.
Non ascolto nessuno.
Non c’è nessuno da ascoltare.
Non sento più neanche i battiti del mio cuore.
Ignoro quest’organo che pulsa sotto la camicia di cotone.
Il mio corpo è scisso dalla mia essenza.
L’aria gelida che gira intorno non riesce a penetrarmi.
Il mio corpo è un oggetto.
Un contenitore di organi, muscoli e vene.
E’ un recipiente pieno di tutte le cose che hanno i contenitori della mia specie.
Tutto intorno aria, sento che sono sola con la mia anima.

Come vorrei…

Le tue mani quanto tremano…
facilmente ti puoi stancare:
ci sono persone che ti amano…
ti aiuterò a mangiare.

I tuoi passi sono sempre più stanchi…
con le mie gambe vorrei farti camminare;
prima che la fatica ti sfianchi
io ti potrei aiutare.

I tuoi occhi velati di bianco,
non riescono più a guardare…
il tuo sguardo è sempre più stanco…
io ti potrei allietare…

Ti leggerò una poesia
che ti farà sognare…
Sulle ali della fantasia
ti potrai addormentare.

In memoria…

Il dolore può farmi impazzire
e l’assenza mi strazia la mente,
ma la vita non deve finire…
con coraggio sorrido alla gente.

…Non più lacrime sul suo bel volto,
non più rughe che solcano il viso…
ma uno sguardo al cielo rivolto,
di chi, ormai, vede già il Paradiso.

 

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